artwork “Il Temp(i)o Metalmeccanico Per Artigiano Metropolitano, nel Centenario dell’Esposizione di Arti Applicate, Torino 2002. Direttore Artistico Biffi Gentili Vincenzo” by Mutoids Waste Company
a 1000 years old song from shona people (zimbabwe) for the first time arranged for a 14-pieces classical orchestra
Anticipating the release of the new album CIRCLES (Oct 13, 2023) here it comes a special song that forms part of it.
Among the tracklist this is the only not-original one, as it is a “mode” dating back around one thousand years, by the Shona people situated between Limpopo and Zambesi river, descending from the Great Zimbabwe Empire. It’s a music born and usually played on mbira and its lyrics slightly changes according to the situation but mainly it means “to build a refuge, in the middle of the bush”, or “finding a shelter, when among difficulty”
For the first time this song is presented in an original arrangement for 14-pieces classical orchestra, plus mbiras. In particular the original mbira parts are splitted here into the mbira dzavadzimu played by arranger Marco Zanotti, the mbira nyunga nyunga played by Anna Palumbo and harpsichord by Valeria Montanari. Also, this arrangement features hosho and ngoma parts, as usually played in Zimbabwe, in addition to a strings quartet, double bass and a woods quartet.
Marco Zanotti came up with the idea of this arrangement after a long stay in Zimbabwe in 2020 studying mbira with maestros Salani Wamkanganise Nagaadza and Kudzai Kadzai and attending traditional ceremonies.
Nhemamusasa is part of “CIRCLES”, the new concept-album of Classica Orchestra Afrobeat, to-be-released on Oct 13, 2023, by Brutture Moderne ed.
We’re almost ready to announce the amazing featuring and all the details about our fourth album
It will be released on all digital stores on the 13th of October
produced by Brutture Moderne and Classica Orchestra Afrobeat
press office: l’Altoparlante
Once again the Classica Orchestra Afrobeat is irreverent and joyful in an intercultural territory that stimulates an individual and collective reflection on coexistence in an ethical and sustainable environment, where time and life are not straight lines but CIRCLES with an infinite spiral.
The seasons, the rains and the stars follow circular movements, while the plastic, the concrete and the logic of the profit are straight lines.
Among the rites, the prayers, the songs and the music of many ancient or indigenous cultures, people’s search for a greater degree of spirituality is conveyed by circular movements or geographies, which generate abstraction, knowledge and, ultimately, peace and joy. As in an upward spiral, the collective rite tends to raise the spirit of people above material matters, to better understand the past and observe the future.
For example, the musical instruments mbira and sanza (lamellophones, South and Central Africa), tell about a circular concept of music and life, which takes its cue from a continuous and vital dialogue with the ancestors who are in heaven, to whom people on earth ask for comfort and wisdom in daily choices.
Expanding the perspective, the sound and imaginary mosaic that is composed in CIRCLES represent the world in a disthopic future, in which the human being finally looks up toward a more noble, sustainable and harmonious life. A fundamental aspect of this future is inevitably the focus on ecology, from upcycling to the circular economy.
Cristina Adamo flute, piccolo, alto flute
Silvia Turtura oboe, english horn
Tim Trevor-Briscoe clarinet, bass clarinet, sax
Elide Melchioni bassoon
Alessandro Bonetti violin
Nicoletta Bassetti violin
Manuela Trombini viola
Francesco Guerri cello
Francesco Giampaoli double bass, bass
Valeria Montanari harpsichord
Anna Palumbo sanza, mbira, percussions
Cristiano Buffolino percussions
Valeria Nasci percussions
Marco Zanotti drums, mbira, percussions
Andrea Scardovi tech engineer and supervisor
Lyle Doighead and Nikki Rifiutile (Mutoids Waste Company) scenographies
A giugno nell’imponente Teatro Alighieri di Ravenna e in agosto nella cornice suggestiva del Parco Scolacium di Roccelletta Borgia (CZ) abbiamo messo in scena “Regard sur le passé”, l’epica mandinga dell’ultimo imperatore d’Africa.
A due anni esatti dall’uscita di Shrine on You, dedicato a Fela Kuti, ecco il secondo capitolo della nostra produzione musicale: una suite in tre movimenti ad organico ampliato: 2 voci soliste, 4 archi, 4 fiati, clavicembalo, batteria e percussioni.
Il prestigioso Ravenna Festival ci ha prodotto questo ambizioso spettacolo, portando a compimento il nostro lavoro di ricerca, trascrizione, adattamento, scrittura ed arrangiamento che ci ha visto impegnati circa un anno e mezzo. Sekouba Bambino e Baba Sissoko non sono solo degli ospiti di questo progetto, ne sono interpreti fondamentali, protagonisti e calorosi sostenitori. Per noi è un onore condividere il palco con due griot del loro spessore umano ed artistico.
L’opera della Bembeya Jazz National è uno dei (tanti) tesori della musica africana moderna. Lo è perchè rappresenta allo stesso tempo ed in maniera esemplare la tradizione secolare dei canti dei griot mandingo, nella fattispecie il “Keme Bourema”, e al contempo l’entusiastico slancio dell’Africa Occidentale post-indipendenza verso la modernità.
Non è più solo “Afrobeat” nella declinazione filologica del suo inventore Fela Kuti, nè tantomeno è “classico” in senso stretto. Ora lo spettro si amplia e ad incontrarsi sono, più in generale, le musiche antiche dei due continenti africano ed europeo. Il canto di Sekouba Bambino, i racconti di Baba Sissoko e la musica della Classica Orchestra Afrobeat si intrecciano per quasi un’ora e mezza, mentre si dipanano i capitoli della narrazione della storia dell’ultimo impero d’Africa. Si susseguono così fasti e sconfitte, riflessioni e pompose esplosioni di allegria. Nel momento della battaglia più cruenta le percussioni incalzano gli scontri tra le truppe francesi e l’esercito di Samory Toure, poco dopo gli archi annunciano la vittoria dei mandingo ed il canto di un’ocarina evoca il loro riposo notturno. L’orchestra alterna improvvisazioni dal sapore barocco a incursioni nella musica popolare, con strumenti come la piva emiliana e la fisarmonica, mentre negli intervalli tra i tre movimenti della suite esegue, con un organico piuttosto originale, due composizioni del XVI sec: una sinfonia di Salomone Rossi e una passacalle di Andrea Falconieri.
In questi due “debutti” abbiamo registrato quello che diventerà il nostro secondo disco, prodotto sempre da Sidecar/Brutture Moderne, in uscita a gennaio 2014. Due ringraziamenti specialissimi vanno a Fabrizio di Baldo e Matteo Zanotti, i due artisti che hanno disegnato apposta per questo spettacolo le bellissime tavole raffiguranti i tre protagonisti dell’epica.
Un grazie ed un complimento a Ravenna Festival che ci ha prodotto lo spettacolo e ad Armonie d’Arte che lo ha co-prodotto. Tutti i crediti e la sinossi dello spettacolo QUI.
Un documento imprescindibile per i fan del Black President e per gli amanti della musica black. Una lettura entusiasmante e una storia avvincente, drammatica ed emozionante. Quella di un uomo che per tutta la vita ha lottato contro i poteri forti che opprimevano le libertà sue e del suo popolo. La parabola di un musicista che diventa attivista e ribelle politico e si fa voce di tutti gli africani, mentre suona il suo travolgente e originale afrobeat e canta i suoi incendiari manifesti di rivolta pan-africanista.
Arricchita dalla prefazione di Gilberto Gil, il prologo tutto italiano di Mauro Zanda e 14 schede di approfondimento musicale (con traduzione dei testi delle canzoni) a cura di Marco Zanotti, questa biografia scritta da Carlos Moore nell’82 e autorizzata personalmente dal suo amico Fela, resta l’opera seminale, la fonte primaria e l’unica testimonianza diretta e completa del rivoluzionario nigeriano.
Non solo: il soliloquio che apre e chiude il testo, una sorta di lettera mistica della defunta madre di Fela al figlio nel momento della sua maggiore crisi spirituale, è stato l’ispirazione del pluripremiato musical di Broadway FELA!, che sta spopolando negli USA e nel mondo da un paio d’anni a questa parte.
Ieri, 12 febbraio, Repubblica ha aperto le danze nella promozione di “Fela: Questa Bastarda di una Vita” (Arcana, 384 pagg, 22 euro), un libro che sicuramente farà parlare molto di sè. Qui di seguito il bell’articolo di Pietro Veronese e uno stralcio della prefazione di Gilberto Gil.